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Fettuccine di farro con pesto di piantaggine e mandorle

Fettuccine di farro con pesto di piantaggine e mandorle

img_4815Nel mondo c’è un ordine naturale di farmacie, poiché tutti i prati e i pascoli, tutte le montagne e colline sono farmacie.
Paracelso

Niente di più vero, le erbe spontanee, come quelle aromatiche sono un concentrato di vitamine, sali minerali e soprattutto fitocomposti e se le utilizziamo nei nostri piatti, oltre a donarci un tocco di gusto e di colore, possono anche arricchirli e farli diventare un concentrato di salute.
Settimane fa ci eravamo già divertiti con primule e borragine, oggi abbiamo deciso di dedicarci alla piantaggine.
Non siamo esperti di fitoalimurgia, per questo argomento vi rimandiamo al bellissimo libro Erbe spontanee in tavola di Annalisa Malerba che abbiamo avuto il piacere di incontrare durante il Vivibenessere di Rimini.
Diciamo che questo incontro ha risvegliato la nostra anima selvatica e così abbiamo camminato a lungo e circumnavigato… il nostro giardino (!) per raccogliere dell’ottima piantaggine. Prima di incontrare Annalisa non ci eravamo nemmeno accorti di quanto fosse ricco  il nostro prato di casa!
La piantaggine, oltre a essere una preziosa fonte di ferro e calcio, possiede spiccate proprietà antinfiammatorie, astringenti e antiossidanti, simbolicamente era una pianta di protezione dei bambini, noi la utilizziamo anche in caso di punture di insetti o ortiche, basta staccarne una foglia e strofinarla sulla pelle; i suoi utilizzi come pianta officinale sono numerosi, è ottima per le affezioni dell’apparato respiratorio e anche in cucina è ampiamente utilizzata, sia in versione cruda che cotta.
malerbaIl bello di queste erbe comuni è che spesso sono ospitate nei nostri prati e nei nostri orti anche urbani, il più delle volte non serve fare scampagnate nei boschi per trovarle. L’importante è non raccogliere erbe sui cigli di strade trafficate perché sarebbero cariche di tossine e soprattutto è bene prediligere zone dove i terreni vegono trattati naturalmente.
Le erbe spontanee spesso vengono definite infestanti e si spreca tanta fatica per eliminarle, ignorando che hanno un ruolo fondamentale nei cicli naturali: sono fertilizzanti e protettori che indicano lo stato di salute del suolo, per questo in agricoltura biologica vengono definite erbe accompagnatrici. Sono inoltre molto preziose anche per l’uomo perché tante di quelle erbe sviluppano composti notevolmente utili per la salute e il cui utilizzo risale a conoscenze antiche.
La Natura è custode di una sacra saggezza: più denudiamo la terra, più lei si guarirà facendo germogliare erbe e riparando alle proprie ferite. Non c’è niente di più equilibrato e ecologico di un bel prato spontaneo vivido di “erbacce” che può dare l’impressione di essere disordinato ma che dietro a quel disordine in realtà nasconde una sapiente perfezione.
Prima di lasciarvi alla nostra ricetta vogliamo però ringraziare Annalisa, la conoscenza delle erbe selvatiche non è scontata, è qualcosa che non si trova solo sui libri, ma che implica un’esperienza diretta, tramandata nel tempo da preziosi messaggeri che custodiscono profondi, antichi e sacri saperi che sono arrivati fino ai giorni nostri e che sfideranno il tempo.

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Pubblicata il 18 maggio 2017

  • 1/2 ora di scampagnata + 1/2 ora di preparazione
  • 4 persone
  • Facile

Ingredienti

350 g di fettuccine o spaghetti di farro integrali
2 mazzi di foglie di piantaggine
1 manciata di mandorle
1 cucchiaio di lievito alimentare in scaglie
olio extravergine di oliva
sale

Ingredienti

Preparazione

1
Fatto

Se avete un prato o un orto non troppo "contenuti", fate un giro di perlustrazione, vi stupirete di tanta ricchezza! Se invece non lo avete, organizzate una piccola gita per i prati, la troverete sicuramente, possibilmente lontano dal traffico. La piantaggine è perenne, d'estate però tende a seccare.
Ci sono due varietà commestibili: la plantago lanceolata, dalle foglie strette e allungate , con nervature evidenti sul lato inferiore della foglia e la plantago major dalle foglie ellittiche, larghe e più corte. Entrambe le varietà si possono utilizzare in cucina.

2
Fatto

Raccoglietene 2 mazzi, facendo attenzione a cogliere le foglie centrali e solo nella quantità che andrete a utilizzare.

3
Fatto

Una volta rientrati, sciacquate le foglie e sminuzzatele con un coltello. Nel frattempo mettete a bollire l'acqua.

4
Fatto

Unite le foglie sminuzzate, le mandorle, l'olio, il sale e lievito alimentare in scaglie nel bicchiere del frullatore e frullate fino a quando non avrete ottenuto una consistenza simile a quella del pesto. Più mandorle utilizzerete più il composto diventerà cremoso e meno verde.

5
Fatto

Quando l’acqua bolle immergete le fettuccine e una volta cotte, scolatele conservando un po' di acqua di cottura.
Versate il pesto e mescolate, se il composto è troppo asciutto, utilizzate un po' di acqua di cottura per ammorbidirlo

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