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Tè marocchino alla menta e datteri

Tè marocchino alla menta e datteri

goumQuesta merenda (tè alla menta) ha il gusto dell’estate e del deserto e la nostra mente ritorna a un lungo cammino in spazi sconfinati…
I nostri piedi sono fatti per percorrere le strade della nostra anima, le nostre mani per incontrare altre anime, i nostri occhi per vedere oltre l’orizzonte, le nostre orecchie per udire il silenzio, il nostro cuore per trovare il bello in ogni cosa ma non sempre ci è concesso, non con la vita che viviamo, con i ritmi con cui ci muoviamo; la nostra mente è rapita, i nostri piedi sono pigri, le nostre mani fredde, i nostri occhi offuscati, le nostre orecchie intossicate e il nostro cuore troppo spesso è silenzioso.
E c’è un’altra parte di noi che troppo spesso non contempliamo e non nutriamo: il nostro spirito, la nostra scintilla divina, se ce ne prendiamo cura, ogni parte di noi diventa Uno e l’Uno diventa Tutto.
Così quest’estate abbiamo camminato le strade della nostra anima che ci hanno portato verso il silenzio, il deserto, l’incontro con quella parte di noi che troppo spesso soffochiamo e con altre meravigliose anime in cammino.
Questo è il Goum

Ma che cosa significa la parola “Goum”? In questa parola della lingua araba si cela un triplice significato: di tribù, di vita e di rinascita. Indica infatti una tribù, un popolo che si alza, che ritorna alla vita, che rinasce.
Da 40 anni la proposta Goum consiste nel partire – cioè nel lasciare tutto – per vivere la radicalità della povertà, del silenzio su distese immense. Nel deserto c’è solo la bellezza casta e sobria per riposare i propri occhi e per riempirsi di immensità.
Per otto giorni, una ventina di persone si incamminano per circa 160 chilometri, su piste di libertà. Questa marcia su ampie distese ci libera dalle ristrettezze dei nostri conformismi per aprirci a incommensurabili ricchezze: il folgorante incontro con Dio nella piccola tribù Goum.
Bisogna quindi avere fiducia nel deserto, poiché il suo profilo ondeggiante si ripercuoterà oltre il sensibile, verso una totale riunificazione della persona. Non si ritorna mai dal Goum del tutto uguali a quando si è partiti il primo giorno. E quale felice trasformazione!

 

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Pubblicata il 28 Dicembre 2016

  • 15 minuti
  • 6 persone
  • Facile

Ingredienti

6 cucchiaini di tè verde
foglie di menta fresca
zucchero di canna
datteri

Ingredients

Preparazione

1
Fatto

In Marocco questo tè viene offerto ad amici o viandanti come segno di ospitalità. Non è quindi solo una bevanda e la sua preparazione è un rito. Viene preparato o servito in teiere di latta con un lungo beccuccio che possono essere usatissime e tutte ammaccate così come d'argento intarsiate.
Iniziate mettendo il tè nella teiera, versate poca acqua bollente e ruotate. Questo procedimento serve per far aprire le foglie secche di tè. Poi buttate l'acqua facendo attenzione a non far uscire le foglie.
Aggiungete la menta, spezzandola con le mani in modo che rilasci tutto l'aroma, poi versate l'acqua bollente (circa un litro) e infine lo zucchero di canna. Oppure potete aggiungere acqua fredda e mettere la teiera direttamente sul fuoco affinché si scaldi.
La ricetta tradizionale prevede l'aggiunta di moltissimo zucchero, lasciamo decidere a voi la quantità ma il sapore dovrebbe essere molto dolce.
Lasciate in infusione una decina di minuti.
Il rito prevede che il tè venga versato in un bicchierino (alzando e abbassando la teiera) e poi rimesso nella teiera. Questa operazione viene eseguita una o più volte per raffreddarlo e perché gli ingredienti si miscelino bene.
Una volta pronto servite nei bicchierini di vetro, versando sempre dall'alto e facendo attenzione a non far uscire le foglie di tè. Potete aggiungere nei bicchieri anche qualche rametto di menta.
Questo tè è ottimo se accompagnato da datteri o pane arabo condito con olio.

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