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Latte di soia fatto in casa

Latte di soia fatto in casa

calf-362170_640Abbiamo iniziato a raccontarvi dei nostri “giochi” con i fagioli di soia ma oggi vogliamo raccontarvi una storia che tanto un gioco non è…
A due passi da casa nostra (viviamo in Emilia Romagna) ci sono diverse stalle e spesso ci capita di fare passeggiate per salutare le mucche, sono mucche da latte e passano la loro vita attaccate a catene e mungitrici. I bambini nella loro ingenuità comprendono subito che qualcosa non va, che gli animali non sono felici e non stanno bene e iniziano a fare tante domande.
Questo perché i bambini osservano e “sentono” e alla luce di quello che “sentono” siamo portati a pensare che farebbero scelte alimentari molto più sensate e compassionevoli delle nostre, se non fossimo noi a imporre loro quotidianamente un regime alimentare malsano per noi e per il pianeta.
Ma la maggior parte delle persone ha perso quella capacità tipica dei bambini di percepire umanità e sofferenza anche nelle altre creature viventi e anzi, il più delle volte non presta importanza a ciò che sta dietro a una confezione di latte o formaggio o carne.
E stiamo parlando di piccole stalle di campagna, immaginatevi se vedessero cosa accade negli allevamenti intensivi, ma certe cose vengono nascoste perché non sarebbero tollerabili nemmeno per noi adulti e la “rimozione” è uno strumento essenziale per chi ogni giorno sceglie di consumare carne e latticini.
Queste mucche vengono ingravidate il più delle volte artificialmente e quando partoriscono i loro vitellini vengono immediatamente allontanati per essere nutriti ovviamente non dalla loro madre ma con una dieta inadeguata povera di ferro per mantenerne la carne bianca, considerato che quella carne, da lì a qualche mese, si troverà sui banconi del supermercato con l’etichetta “vitello a carne bianca”, da “denutrizione” ci verrebbe da aggiungere!
Le mucche ciclicamente devono subire questo trattamento, perché ovviamente per produrre latte devono partorire, considerate che le mucche da latte devono produrre una quantità 10 volte maggiore di latte rispetto a quello che produrrebbero per allattare i loro cuccioli. Provate a immaginare cosa succede quando quelle mucche non sono più in grado di produrre una quantità adeguata di latte, se ne parla poco per non turbare la coscienza del consumatori, trovate qui qualche informazione attendibile, sono immagini che fanno male ma è necessario essere consapevoli di cosa si nasconde dietro ciò di cui ci nutriamo.
milk-1760353_640È infinitamente triste pensare che tutto questo avviene a causa del nostro, lasciatecelo dire, “inutile” consumo di latte e latticini, non vi è dunque modo di produrre latte e latticini senza sofferenza e senza uccisione degli animali, anche perché è evidente che la produzione di latte e carne siano fortemente collegate, quasi fossero una il sottoprodotto dell’altra. Stiamo parlando ovviamente di produzione industriale.
Questo è l’aspetto etico, ora analizziamo l’aspetto più legato alla nostra salute, conseguente al consumo di latte e derivati.
Vi abbiamo già parlato dell’energia “sottile” del cibo ed è evidente che queste sono tipologie di cibi che contengono sofferenza, vibrazioni bassissime che nulla hanno a che vedere con l’energia vitale che ci nutre ma anzi danneggiano la nostra salute.
Ma oltre a questo è bene considerare che i latti delle varie specie hanno differenze importanti fra loro e ogni latte è progettato per far crescere una precisa tipologia di cuccioli secondo il loro programma genetico. Il latte vaccino, quello che sarebbe l’alimento vitale per i vitelli ai quali però non ne è consentita la “naturale” assunzione, è quattro volte più ricco di proteine di quello umano, quindi non è compatibile con la nostra struttura genetica.
È anche interessante sapere che nessun altro mammifero continua ad assumere latte dopo lo svezzamento.
Alla luce di questo perché ci ostiniamo a bere latte vaccino?
Solo per renderlo commestibile e digeribile deve subire processi di cottura e disinfezione inoltre è stato valutato che 2/3 della popolazione mondiale risulta essere intollerante al lattosio.
Nonostante questo molte persone ignorano i segnali e i messaggi del corpo e non riescono a fare a meno di latte e latticini, questo per diversi motivi, i polipeptidi contenuti nel latte influenzano le endorfine creando dipendenza, inoltre il latte è l’archetipo del “materno”, quindi il rapporto con il latte e i latticini può avere correlazioni “sottili” con diverse problematiche emotive e psicologiche principalmente legate ai vissuti della prima infanzia.
Nonostante numerosi e attendibili studi scientifici abbiano dimostrato il contrario, ancora l’opinione pubblica pensa che il consumo di latte sia inoltre essenziale per l’apporto di calcio, ve la semplifichiamo al massimo: il latte contiene sì calcio ma per poterlo assimilare dobbiamo prelevarlo dalle nostre riserve, quindi invece di arricchirci ne riusultiamo impoveriti. Infatti, tra i vari compiti del calcio c’è quello di mantenere il pH del sangue a un giusto livello, consumando latte e latticini iperproteici e quindi fortemente acidificanti, deprediamo la nostra riserva di calcio poiché deve essere richiamata nel sangue per aumentarne l’alcalinità e abbassarne quindi l’acidità creatasi a causa del consumo stesso di latte e latticini. Un circolo vizioso, non credete?
Pensate che ci sono culture per le quali il consumo di latte e latticini è sconosciuto e nonostante questo non registrano problematiche di salute legate alla carenza di calcio (vedi l’osteoporosi, un grave problema del nostro tempo). Questo perché il latte animale non è una componente utile e necessaria per una dieta equilibrata.
sesame-1273412_640Ci sono altri alleati che possono arricchirci naturalmente di calcio e il cui consumo giova soltanto alla nostra salute: i semi di sesamo sono tra gli alimenti vegetali più ricchi di calcio, anche la crema di sesamo (tahin) ne contiene tantissimo, così come i semi di lino, la quinoa, gli spinaci, il cavolo verde e i broccoli, i legumi, le arance, la frutta secca e essiccata e questi sono solo i principali.
Quindi come vedete non corriamo il rischio di restare senza calcio!
Molte persone, intolleranti al latte, scelgono addirittura di consumare latte e latticini senza lattosio, alimenti, che attraverso un ulteriore procedimento chimico e industriale vengono privati del lattosio.
Cosa possono contenere di sano?
Oggi esistono numerose alternative vegetali al latte che hanno anche diverse proprietà benefiche, come il latte di soia, di riso, di avena, di mandorla, buoni e sani da consumare in sostituzione del latte e assolutamente adatti alla preparazione dei dolci.
Il latte di soia e quello di riso vengono anche utilizzati per produrre panna vegetale e formaggi.
Noi per colazione consumiamo principalmente latte di riso, fornisce tutti i benefici dei cereali che sono fonte di carboidrati, fibre, proteine, vitamine, minerali, e oligoelementi, inoltre la loro assunzione ci dona vitalità, stimola la concentrazione e la concretezza, sostiene attività fisica e mentale intensa e contiene gli eccessi emozionali.
Il latte di soia, che oggi vi spieghiamo come autoprodurre, invece è un ottimo sostituto del latte per chi soffre di diabete, contiene acidi grassi, proteine, calcio, ferro (in quantità più elevate rispetto al latte vaccino) potassio e magnesio, fibre, vitamine A, E e B. Contiene inoltre isoflavoni (presenti anche nei cereali integrali), cioè estrogeni vegetali “alleati” per le donne sia in età fertile ma soprattutto in menopausa.
È comunque consigliabile alternare il consumo di queste bevande vegetali per assorbirne le diverse proprietà nutritive.
Il latte di soia è inoltre la base di partenza per la preparazione del tofu e di molti formaggi vegetali.
Qualcuno ci ha detto che cucinare soia, coltivazione che non proviene dalle nostre parti, è tutto fuorché naturale, noi crediamo che ciò che c’è di buono e sano nelle culture gastronomiche anche lontane, specialmente quelle più salutistiche e con millenni di conoscienza alle spalle, sia un prezioso dono anche per noi e quindi lo abbiamo inserito nella nostra dieta. Ovviamente è necessario prestare la massima attenzione alla provenienza della soia e come sempre informarsi e adottare scelte consapevoli e non solo dettate dall’aspetto economico.
Speriamo di avervi dato un motivo in più per scegliere queste bevande vegetali, forse avete percepito la nostra sensibilità all’argomento nel nostro racconto, ma abbiamo ritenuto che fosse necessario farlo perché se è vero che “siamo ciò che mangiamo” non possiamo più permetterci di non sapere cosa mangiamo e soprattutto perché lo facciamo.
E ora iniziate con noi la vostra produzione di latte di soia…

Abbiamo sempre un’altra possibilità. Possiamo continuare a ignorare la sofferenza che infliggiamo alle altre creature viventi e al pianeta oppure possiamo riscoprire la nostra natura compassionevole e iniziare a percepire quella sofferenza come causa diretta delle nostre scelte quotidiane e allora basterà semplicemente nutrirci di ciò che la natura ci dona.
Je

 

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Pubblicata il 27 febbraio 2017

  • 40 minuti (+ 12/24 ore ammollo)
  • Facile

Ingredienti

500 g di soia gialla
4 l di acqua

Ingredienti

Preparazione

1
Fatto

Lasciate i fagioli di soia gialla in ammollo per 12/24 ore. Cambiate l'acqua dell'ammollo almeno una volta.

2
Fatto

Scolate i fagioli di soia e frullateli o schiacciateli in un mortaio. Preparate una pentola con 4 litri di acqua, aggiungete la soia frullata e cuocete per 15 minuti. Mescolate frequentemente per far assorbire la schiuma che si formerà.

3
Fatto

Filtrate il composto usando prima un colino e poi un panno da cucina, cercando di ricavare più liquido possibile. Avete così ottenuto il latte di soia.

4
Fatto

La parte solida, chiamata okara, altamente proteica, può essere aggiunta al pane, utilizzata per fare delle polpette o all'interno di torte salate.

5
Fatto

Il latte di soia è pronto. Nel caso in cui voleste aromatizzarlo o dolcificarlo per consumarlo ad esempio a colazione si può aggiungere della vaniglia o dello sciroppo d'agave e cuocerlo per qualche altro minuto.
Imbottigliate il liquido ottenuto. Prima di consumarlo agitate bene la bottiglia. Potete conservarlo in frigorifero per tre giorni.

Sbizzarritevi a provare il tofu, la ricotta veg, la mayo veg.

6 Commenti Nascondi commenti

Ciao Je, molto interessante e bello il tuo blog. Vorrei qualche consiglio su quale marca di soia è preferibile acquistare e se è possibile congelare il latte, Grazie. Carola

Ciao Carola e grazie per le tue parole!
Il consiglio è di rivolgerti a negozi di alimentazione naturale e verificare che i prodotti siano realizzati sempre con ingredienti di origine biologica certificata, senza OGM, sia che si tratti dei fagioli di soia che della bevanda confezionata.
Sconsigliamo sempre di congelare il cibo perché il congelamento lo rende “non vivo”, l’importante comunque è non farlo sempre ma eccezionalmente.
A presto!

Buongiorno Immacolata!
Il procedimento per il latte di mandorle è differente.
Hai il nostro libro Cucinare a colori? Lo trovi a pagina 205

Ingredienti:
100/200 g di mandorle
1 l di acqua

Procedimento:
Metti le mandorle in un frullatore potente e inizia a frullare versando a poco a poco l’acqua
per alcuni minuti in modo da tritare le mandorle il più finemente possibile. Puoi poi filtrare
il liquido ottenuto con una garza o un colino.

Per lo yogurt di mandorla è sufficiente inoculare il fermento al latte che hai ottenuto e inserire
tutto nella yogurtiera.

A presto!

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